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Malattie piante

Peronospora

La peronospora è una patologia delle piante che comporta un improvviso e grave ingiallimento a carico delle parti aeree con conseguente appassimento.

di Redazione

14 giugno 2016

Peronospora: impropriamente fungo, comunque parassita

L'agente responsabile della peronospora è la Phitophthora infestan, un oomicete che fino a qualche tempo fa veniva incluso nel regno dei funghi.Detti anche miceti, i funghi costituiscono una grande famiglia che comprende più di 100.000 specie. L'avvento della biologia molecolare ha messo in luce dettagli che hanno permesso una rivisitazione della classificazione. Con le nuove tecniche di indagine microscopica si è potuto valutare altri parametri, parentele evolutive e sostanze chimiche a base delle strutture organiche che hanno dettagliato un quadro più completo delle caratteristiche di ogni famiglia. Si è così visto che i funghi includono davvero un numero vastissimo di famiglie, comprendono organismi molto semplici, unicellulari, insieme ad organismi più complessi, dotati di cellule organizzate in filamenti detti ife, e sono caratterizzati da un sistema riproduttivo basato su spore, elementi che "saltano" lo stadio embrionale comune a tutti gli altri vegetali o animali. Gli oomiceti però hanno una parete cellulare composta da una miscela di composti cellulosici, al contrario dei funghi in cui la parete è formata da una sostanza resistente chiamata chitina.

Un'infestazione portata dal vento

La Phytophthora infestans attacca foglie, steli, frutta e tuberi della pianta distruggendola in breve tempo. La riproduzione dell' oomicete parassita avviene tramite spore prodotte nei tessuti vegetali infetti ed è più rapida in condizioni di elevata umidità (60%-80% ). Le spore liberate si disperdono nell'aria e tramite il vento o la pioggia raggiungono i tessuti sani di altri organismi infettandoli. Ogni spora è la copia esatta dell'organismo che l'ha generato, poiché la riproduzione è asessuata, e ciascun nuovo organismo può avviare una nuova lesione. La Phytophthora infestans richiede un ospite per sopravvivere e passare alla stagione successiva. Di solito vive nei tuberi infetti che possono stazionare nei depositi di stoccaggio nel suolo anche per più di una stagione e germinare in poche ore quando arrivano sul fogliame. I tuberi che vengono scartati in qualsiasi fase della produzione agricola e conosciuti come "abbattimento", se non distrutti, possono diffondere l'agente patogeno avviando le infezioni della stagione successiva. Le spore possono sopravvivere dislocate nel tubero anche oltre la stagione di raccolta e venire poi trasportate per diversi chilometri.

Riconoscere la Peronospera nella patata e nel pomodoro

Una volta che la spora si impianta sul fogliame le lesioni prodotte crescono rapidamente e man mano che il parassita si espande il tessuto diventa necrotico. In condizioni di umidità ideali per il suo sviluppo la Phitophtora infestans produce sporangi e sporangiofori sulla superfice del tessuto infetto. Questa sporificazione produce l'accumulo delle lesioni che portano in poco tempo alla morte del vegetale. Sia nella patata che nel pomodoro le lesioni prodotte sono simili, nella foglia giovane appaiono come piccole e irregolari, di colore grigio marrone con il bordo verde brillante. Le macchie poi, allargandosi diventano più regolari e circolari. Dal fogliame le spore possono essere delavate nel terreno e infettare i tuberi attraverso piccole fessure o le lenticelle, i tessuti infetti del tubero sono di colore marrone oppure ramati, rossastri o violacei. La sporulazione può avvenire anche nei tuberi messi a stoccaggio, che attaccati dalla peronospora possono subire varie infezioni batteriche con produzione di marciume e rammollimento.

Peronospora della vite

Nella vite la Peronospera è causata da un oomicete chiamato Plasmopara viticola. Tutte le parti verdi della vite possono essere infettate e i sintomi sono visibili sulle foglie a 5 o 7 giorni dall'inizio dell'infezione. Le macchie sono gialle, circolari e hanno un aspetto oleoso e sono circondate da un alone giallo-brunastro. L'alone svanisce man mano che le macchie si ingrandiscono per lo sviluppo dell'oomicete. In condizioni di umidità favorevoli possono svilupparsi molte spore e coprire la maggior parte della superfice della foglia in pochissimo tempo. Dopo notti caldo-umide lo sviluppo della peronospora si evidenzia con la comparsa di ife bianche (la parte filamentosa dei funghi) sulla parte inferiore delle foglie. A fine estate e inizio autunno le foglie malate assumono l'aspetto di un arazzo cosparso di peluria bianca. I giovani grappoli infettati diventano invece marroni, appassiscono e muoiono rapidamente, mentre nei campi infettati si diffonde il tipico odore di muffa.

Condizioni climatiche per la germinazione delle spore

Le condizioni necessarie per la germinazione delle oospore che colpiscono la vite sono terreni umidi con temperature superiori ai 10° C. Una regola aggiuntiva empirica comprenderebbe anche 10 mm di pioggia in un periodo di 24 ore, e questo per soddisfare il requisito di umidità del suolo. Le zoospore disperse si incistano e germinano, poi penetrano attraverso gli stomi. La maggior parte delle infezioni si attivano al mattino, poiché dopo diverse ore di irradiazione solare le spore si inaridiscono e muoiono. La produzione di nuovi sporangi e sporangiofori richiede dal 95 al 100% di umidità relativa e almeno 4 ore di buio a temperature superiori ai 13° C. Una volta iniziato, il processo continuerà ininterrottamente a condizione che la temperatura superi gli 11 C°. Anche in questo caso, come per la patata e il pomodoro gli sporangi vengono dispersi attraverso l'aria e raggiungono nuovi siti da infettare a causa del vento e delle piogge.

Peronospora

Si potrebbero infine elencare i nomi dei diversi agenti patogeni che causano la peronospora in tante altre varietà vegetali: si distinguono al microscopio anche a seconda della forma assunta dalle spore che si dispongono a grappolo sulla foglia della pianta ospitante. La peronospora è stata a lungo la malattia delle piante più temuta dalle economie agricole. Molto probabilmente originò nel Messico e da qui fu importata in America da dove, nella prima metà dell''800, sbarcò in Europa. Qui a causa delle vessazioni imposte dai proprietari terrieri molte economie si basavano sulla coltivazione estensiva della patata che, quando veniva colpita, produceva cicli di carestie proprio per la capacità di passare alla stagione successiva. Nel 1840 l'infestazione che colpì l'Irlanda causò la morte di più di un milione di irlandesi e più del doppio furono costretti ad immigrare negli States. Oggi si sa come prevenire le infestazioni, distruggere le parti infette delle piante, utilizzare semi sani e varietà resistenti. Opportune tecniche colturali aiutano a mantenere sani i terreni e le potature migliorano la circolazione dell'aria, e quando è necessario si utilizzano i funghicidi.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali visivi della peronospora sulle foglie?
    I sintomi variano leggermente in base alla pianta, ma generalmente si manifestano con macchie irregolari. Su patata e pomodoro, le foglie giovani mostrano lesioni grigio-marroni con bordi verde brillante; ingrandendosi, diventano circolari. Nella vite, le macchie sono gialle, rotonde e dall'aspetto unto, spesso circondate da un alone giallo-brunastro. Nelle fasi avanzate, soprattutto in condizioni di alta umidità, sulla pagina inferiore delle foglie infette compare una muffa biancastra o lanuginosa, segno evidente della presenza dello sporulare dell'agente patogeno.
  • Perché la peronospora si diffonde così velocemente?
    La rapidità di diffusione dipende dalle condizioni ambientali e dalla modalità di riproduzione. L'agente patogeno prospera con umidità relativa tra il 60% e il 100% e temperature miti. Le spore, prodotte in grandi quantità sui tessuti infetti, vengono trasportate dal vento e dalla pioggia verso piante sane. Inoltre, la riproduzione è asessuata: ogni spora è una copia esatta del genitore, capace di avviare immediatamente una nuova infezione senza bisogno di fecondazione, accelerando esponenzialmente il ciclo della malattia.
  • Come posso prevenire la peronospora nelle mie piante?
    La prevenzione si basa su pratiche colturali corrette. È fondamentale garantire una buona circolazione dell'aria intorno alle piante, ad esempio mediante potature mirate, per ridurre l'umidità stagnante. Utilizzare sementi sane e varietà resistenti alla specifica peronospora della propria coltura è essenziale. Inoltre, distruggere immediatamente le parti vegetali infette e rimuovere i residui colturali (come i tuberi abbandonati nel terreno) impedisce al patogeno di sopravvivere e riattivarsi nella stagione successiva. Evitare irrigazioni a pioggia nel tardo pomeriggio riduce inoltre il rischio di infezione notturna.
  • La peronospora è un vero fungo?
    Tecnicamente no, sebbene sia comunemente confusa tale. L'agente responsabile appartiene agli oomiceti, un gruppo di organismi distinti dai veri funghi. La differenza principale risiede nella composizione della parete cellulare: gli oomiceti possiedono una parete a base di cellulosa, mentre i veri funghi hanno una parete costituita da chitina. Questa distinzione biologica, chiarita grazie alla biologia molecolare, spiega perché alcuni trattamenti specifici per i funghi tradizionali potrebbero non essere efficaci contro gli oomiceti, rendendo necessaria l'uso di prodotti specifici come i funghicidi appropriati.
  • Cosa succede ai frutti o tuberi colpiti da peronospora?
    Quando le spore vengono lavate via dalle foglie dalla pioggia, possono raggiungere il suolo e infettare i frutti o i tuberi. Nella patata, i tuberi sviluppano aree di colorazione marrone, ramata, rossastra o violacea sotto la superficie cuticolare. Nei pomodori, i frutti presentano lesioni dure e rugose, spesso di colore bruno olivastro. Se i tuberi infetti vengono immagazzinati, la peronospora può favorire secondarie infezioni batteriche, portando a marciumi molli e rammollimento, rendendo il raccolto inutilizzabile anche mesi dopo la raccolta.